Anatra croccante, pollo in agrodolce e scodella di calamari o gamberi, le ricette imperdibili di Umi2

Umi 2, il ristorante di cucina orientale nel cuore della Neapolis, (il quartiere di Siracusa che ospita il mitico teatro greco) si arricchisce di nuove ricette della tradizione cinese. Il recente cambio di guardia in cucina, con l’arrivo Chun, un cuoco di grande esperienza nella cucina orientale ha consentito, infatti, di rinnovare del tutto il menù, inserendo piatti che guardano al passato, ma con le radici ben piantate nel presente. Proposte che hanno il fascino dell’antico Oriente, ma si avvicinano molto al gusto occidentale. Noi nel abbiamo provate sostanzialmente quattro, la classica anatra croccante, il pollo in agrodolce e due diversi piatti cucinati in padella. Quello che maggiormente ricorda la tradizione è ovviamente l’anatra, da sempre il piatto base della cucina cinese. All’Umi2 la ricetta è quella che storicamente viene tramandata da famiglia in famiglia sin dalla notte dei tempi, con l’aggiunta di una innovativa tecnica di frittura ed impanatura che la rende asciutta, tenera e croccante, mantenendo, così, quel che il suo nome promette. Merito della qualità d’olio utilizzata, dei tempi di cottura e, soprattutto, della impanatura, che garantisce un gusto non invasivo, rispettoso della delicatezza della carne d’anatra. La portata si sposa bene con il contorno di patate aromatizzate con il quale viene servito.

Rigorosamente nell’alveo della tradizione cinese, è il secondo piatto che abbiamo degustato, il pollo in agrodolce. Si tratta di una ricetta complessa, dove tutto dipende dall’equilibrio tra i diversi elementi che, in questo caso, sono stati dosati molto bene. Peperoni ed ananas sono gli ingredienti principali, che sono anche alla base dell’omologa ricetta, che può essere richiesta a base di maiale al posto del pollo.

La terza e la quarta pietanza che abbiamo degustato sono molto equilibrate e ci ricordano i sapori della cucina marinara mediterranea. sono servite in una scodella che viene riscaldata, al tavolo, su fiamma viva. Quasi un rito che coinvolge emotivamente i commensali mentre, con l’aumentare del calore, i profumi degli ingredienti, si sprigionano. E’ un piatto che non può essere proposto con queste modalità se tutti i prodotti non sono freschissimi, dai calamari, ai gamberi, alle verdure. Cucinare al tavolo, infatti, impone di bandire totalmente il “congelato”, perché non potrebbe appunto rendere nell’immediatezza in colore, profumo e sapore. La scodella si può scegliere o con i gamberi, o con i calamari. Noi le abbiamo, appunto, provate ambedue. E’ abbastanza difficile, infatti, scegliere tra due delizie dal così profondo sapore di mare, quindi è meglio sperimentarle entrambe. I freschissimi prodotti base, gamberi o calamari, sono cucinati con cipolla, peperoni, peperoncino, olio rosso e spezie segrete. Il risultato al palato dà subito un forte riferimento alla cucina cinese più tradizionale, ma la memoria emotiva ci trascina verso lidi diversi, in cui il gusto profondo dei piatti della nonna regnano sovrani ed il ricordo della zuppa di pesce alla “matalotta” torna prepotentemente tra gli effluvi di quella scodella orientale

